ROMA
- Passo importante per i diritti degli animali. Il provvedimento che
prevede il divieto di allevare cani, gatti e primati destinati alla
vivisezione, su tutto il territorio italiano, ha ottenuto il primo via
libera della commissione Politiche comunitarie della Camera. La prossima
settimana è previsto l'approdo in aula. E il via libero definitivo
dovrebbe comportare anche la chiusura dell'allevamento
"Green Hill" 1, la struttura di Montichiari - in
provincia di Brescia - dove si trovano oltre duemila beagle destinati ad
esperimenti in Europa e Stati Uniti.
"Si tratta di un comma che ho scritto e voluto con molta determinazione
- dice l'ex ministro del Turismo, Maria Vittoria Brambilla - in attesa
che volga al termine l'inchiesta aperta presso il tribunale di Brescia:
l' unica garanzia di risultato passa attraverso l'approvazione di una
legge che vieti tale censurabile attività in Italia".
Il provvedimento nasce per recepire una direttiva comunitaria del 2010
in cui si chiedeva la possibilità per gli Stati membri di adottare
misure più restrittive nella sperimentazione, ma introduce modifiche
considerate molto positive nel fronte animalista. La LAV
si dichiara molto soddisfatta: "La chiusura di Green Hill, il
divieto di alcune forme di sperimentazione sugli animali,
l'incentivazione dei metodi alternativi, possono essere una realtà
grazie al testo proposto dalla Commissione Affari Sociali di
Montecitorio - dice il presidente, Gianluca Felicetti. "Si tratterebbe
di concreti passi in avanti verso il nostro obiettivo di abolire la
vivisezione. Un grosso passa avanti rispetto alla direttiva di Bruxelles
che l'Italia deve recepire, volente o nolente, entro il novembre
prossimo".
"Chi contrasta questo emendamento è chi vuole, di fatto - conclude
l'associazione animalista - continuare a fare di tutto, su tutti gli
animali, e continuare a tenere aperti allevamenti come quello di Green
Hill in Lombardia".
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